Coccigodinia - Istanbul COCCYX SYMPOSIUM 2026
Indice:
- Evento
- Coccigodinia: diagnosi accurata e trattamento integrato dei casi complessi
- Che cos’è la coccigodinia
- Non tutto il dolore al coccige è uguale
- La selezione dei pazienti è il punto decisivo
- Come si arriva alla diagnosi corretta
- Perché la collaborazione tra chirurgo colorettale e neurochirurgo è così importante
- La funzionalità della collaborazione integrata
- Quando la chirurgia può essere davvero utile
- Complicanze: informare con chiarezza
- Coccigodinia “misconosciuta”: perché insistiamo su questo concetto
- In sintesi
- Riferimenti bibliografici
Istanbul Coccyx Symposium 2026 - Evento
L’Istanbul Coccyx Symposium 2026 è un congresso medico internazionale dedicato allo studio, alla diagnosi e al trattamento dei disturbi del coccige (coccigodinia). Si terrà il 4 e 5 luglio 2026 presso la Marmara University School of Medicine Hospital di Istanbul.
L’evento rappresenta il 5° incontro mondiale interamente focalizzato sulle patologie del coccige, un’area clinica spesso trascurata ma che può avere un impatto significativo sulla qualità di vita dei pazienti.
Il simposio riunisce specialisti provenienti da diversi Paesi per condividere conoscenze, casi clinici e innovazioni terapeutiche.
Obiettivi principali
- Approfondire l’anatomia, la biomeccanica e la fisiopatologia del coccige.
- Presentare le più recenti evidenze scientifiche sulla coccigodinia.
- Confrontare approcci diagnostici avanzati (radiologia dinamica, RMN, ecografia).
- Discutere trattamenti conservativi, interventistici e chirurgici.
- Favorire la collaborazione internazionale tra clinici e ricercatori.
A chi è rivolto
- Il simposio è pensato per:
- medici del dolore
- fisiatri
- fisioterapisti del pavimento pelvico
- ortopedici
- neurochirurghi
- radiologi
- medici di base interessati ai disturbi muscoloscheletrici
- ricercatori in ambito clinico e biomeccanico
Il Prof. Massimo Mongardini, il Dott. Federico Maria Mongardini e il Prof. Luigi Valentino Berra saranno relatori per l'intervento:
The Tailbone Paradox: Why a 'Double-Team' Strike may be the Only Answer for the Forgotten Bone - Two Worlds, One Goal: A Coloproctological & Microneurosurgical Symphony for Refractory Coccydynia.
Coccigodinia: diagnosi accurata e trattamento integrato dei casi complessi
Presso lo Studio Medico Mongardini, da oltre 10 anni affrontiamo la patologia del coccige in collaborazione con il Prof. Luigi Valentino Berra, con un approccio integrato nato dall’esperienza condivisa nei casi oncologici sacro-coccigei e nei tumori del retto localmente avanzati con estensione posteriore.1˒3
Nel tempo, questa collaborazione si è estesa anche alla coccigodinia funzionale, alle forme misconosciute o mal interpretate, e ai casi più complessi in cui il dolore del coccige non rappresenta un semplice disturbo locale, ma il possibile segnale di una patologia più articolata.1˒2
Che cos’è la coccigodinia
La coccigodinia è il dolore localizzato nella parte più bassa della colonna vertebrale, in corrispondenza del coccige. Può comparire dopo un trauma, dopo microtraumi ripetuti, dopo il parto, oppure senza una causa apparente. Spesso peggiora da seduti, quando ci si alza dalla sedia, o quando ci si inclina all’indietro.4


In alcuni casi si tratta di un disturbo transitorio; in altri può diventare cronico, intenso e molto invalidante, limitando attività quotidiane semplici come stare seduti, guidare, lavorare o viaggiare.2˒4
Non tutto il dolore al coccige è uguale
Questo è il primo punto fondamentale da chiarire: non ogni dolore al coccige significa la stessa cosa.

Dietro una coccigodinia possono esserci:
Per questo motivo, la vera cura non è semplicemente “trattare il dolore”, ma capire con precisione da dove origina.1˒2˒4
La selezione dei pazienti è il punto decisivo
La letteratura è molto chiara: il trattamento della coccigodinia deve essere graduale e partire quasi sempre da terapie conservative.1˒4

Nella maggior parte dei casi il primo approccio comprende:
- modifiche posturali;
- cuscini dedicati per ridurre il carico sul coccige;
- terapia antinfiammatoria o analgesica;
- fisioterapia, soprattutto se è presente una componente del pavimento pelvico;
- eventuali infiltrazioni o trattamenti antalgici mirati nei casi selezionati.4
La chirurgia va riservata ai pazienti che continuano ad avere un dolore importante, persistente e invalidante nonostante un percorso conservativo ben eseguito.1˒2
Nello studio con follow-up molto lungo fino a 29 anni, la coccigectomia è stata proposta solo dopo almeno 6 mesi di fallimento del trattamento conservativo.1
Questo coincide con la nostra impostazione clinica: non tutti vanno operati, ma il paziente giusto, nel momento giusto, può ottenere un beneficio importante.
Come si arriva alla diagnosi corretta
La diagnosi parte sempre da una visita accurata e da una storia clinica ben raccolta. Tuttavia, nei casi persistenti o dubbi, è spesso necessario integrare con esami specifici.

Le radiografie dinamiche, eseguite in piedi e da seduti, sono molto utili perché permettono di valutare se il coccige si sposta in modo anomalo proprio nella posizione in cui il paziente avverte il dolore.2˒4
La risonanza magnetica e, in casi selezionati, la TC, aiutano invece a distinguere una coccigodinia funzionale da altre cause, comprese lesioni ossee, forme infiammatorie, patologie pelviche e tumori benigni o maligni.4
Questa fase è essenziale, perché la coccigodinia è spesso una diagnosi differenziale: prima di concludere che il problema sia veramente il coccige, bisogna escludere altre possibili origini del dolore.2˒4
Perché la collaborazione tra chirurgo colorettale e neurochirurgo è così importante
La nostra collaborazione con il Prof. Luigi Valentino Berra nasce dal trattamento dei casi in cui la patologia interessa il territorio sacro-coccigeo oppure dai tumori del retto con estensione posteriore.3
In questi scenari la letteratura conferma che la resezione del retto insieme a una parte del sacro o del coccige è una chirurgia da riservare a pazienti altamente selezionati, da eseguire in contesti con reale esperienza e con una pianificazione multidisciplinare rigorosa.3
In una serie clinica dedicata ai tumori rettali localmente avanzati o recidivi con resezione parziale del sacro, la morbilità complessiva è risultata elevata, pari al 76%, con prevalenza di complicanze di ferita.3 Questo dato non serve a spaventare il paziente, ma a spiegare una verità importante: nei casi complessi la competenza del team e la corretta selezione del caso fanno la differenza.
Da questa esperienza oncologica abbiamo consolidato una convinzione precisa: quando una patologia del coccige o del sacro coinvolge contemporaneamente osso, nervi, pelvi e comparto anorettale, una visione monospecialistica spesso non basta.3
La funzionalità della collaborazione integrata
Per il paziente, la collaborazione tra specialisti non è un concetto teorico. Significa qualcosa di molto concreto.
Significa:
- distinguere il dolore realmente originato dal coccige da quello “riferito” da altre sedi;
- riconoscere i casi funzionali da quelli strutturali;
- identificare i pazienti che possono migliorare con terapie conservative;
- intercettare i rari ma importanti casi in cui il dolore può dipendere da una patologia oncologica o da un’estensione locale di malattia;
- programmare il trattamento più corretto, evitando sia interventi inutili sia ritardi terapeutici.1˒2˒3
Nei casi più articolati, il percorso può richiedere il confronto tra:
- chirurgo colorettale e del pavimento pelvico;
- neurochirurgo specialista della colonna;
- radiologo;
- specialista del dolore;
- fisiatra o fisioterapista del pavimento pelvico;
- oncologo, quando necessario.˒4
In altre parole, il paziente non viene trattato per sintomi isolati, ma viene inquadrato nella sua globalità, cercando la causa reale del dolore e scegliendo la strada più appropriata.
Quando la chirurgia può essere davvero utile
La chirurgia non è il primo passo. Ma quando il dolore è cronico, severo, invalidante, e quando clinica ed esami mostrano una reale patologia del coccige, la coccigectomia può essere una soluzione efficace.1˒2
Una revisione della letteratura su 28 serie chirurgiche e 742 pazienti ha mostrato risultati buoni o eccellenti nell’84% dei casi, con infezione di ferita nel 10% e complicanze complessive nel 13,3%.2
Nelle serie più moderne e con selezione accurata dei pazienti, i risultati appaiono ancora migliori. Nello studio con follow-up a lunghissimo termine, 36 pazienti su 38 hanno ottenuto un risultato buono o eccellente, con una sola infezione superficiale, pari al 2,6%.1
Il messaggio corretto da dare ai pazienti è quindi questo: la chirurgia del coccige può essere molto utile, ma solo se indicata bene.
Complicanze: informare con chiarezza
La complicanza più frequente dopo coccigectomia è l’infezione della ferita, perché l’incisione si trova in una zona anatomica delicata e vicina all’ano.1˒2
Le percentuali riportate in letteratura sono variabili, storicamente anche elevate, ma le serie più recenti mostrano un miglioramento dei risultati grazie a:
- migliore selezione dei pazienti;
- tecnica chirurgica più accurata;
- maggiore esperienza degli operatori;
- migliore gestione perioperatoria.1˒2
Quindi la chirurgia del coccige non è banale, ma neppure da demonizzare: va proposta solo quando esistono indicazioni reali, con un’informazione corretta e in mani esperte.
Coccigodinia “misconosciuta”: perché insistiamo su questo concetto
Molti pazienti arrivano dopo mesi o anni di dolore, spesso con terapie parziali, inconcludenti o non realmente mirate. È qui che il concetto di coccigodinia misconosciuta acquista un significato clinico concreto.2˒4
Non vuol dire che il dolore non sia reale. Vuol dire, piuttosto, che la sua origine non è stata ancora chiarita bene.
- A volte il problema è realmente il coccige.
- A volte è un dolore riferito.
- A volte è una instabilità.
- A volte esiste una componente del pavimento pelvico.
- In casi rari ma decisivi, può essere il segnale di una patologia oncologica o di una estensione tumorale posteriore.3˒4
Per questo il nostro approccio è sempre lo stesso: prima capire, poi decidere.
In sintesi
Il messaggio più importante per i pazienti è semplice:
la coccigodinia non va banalizzata, ma non va neppure portata automaticamente a chirurgia.
Va studiata bene, distinta dalle altre cause di dolore pelvico e lombosacrale, trattata in modo progressivo, e portata a intervento solo quando esistono indicazioni serie e documentate.1˒2˒4
È proprio qui che la collaborazione tra Prof. Massimo Mongardini e Prof. Luigi Valentino Berra acquista valore: unire competenze diverse per affrontare in modo più completo la patologia del coccige, dalle forme funzionali più insidiose fino ai casi oncologici più complessi.1˒3
Riferimenti bibliografici
1. Hochgatterer R, Gahleitner M, Allerstorfer J, Maier J, Luger M, Großbötzl G, et al. Coccygectomy for coccygodynia: a cohort study with a long-term follow-up of up to 29 years. Eur Spine J. 2021;30:1072-1076.
2. Kwon HD, Schrot RJ, Kerr EE, Kim KD. Coccygodynia and Coccygectomy. Korean J Spine. 2012;9(4):326-333.
3. Pareekutty NM, Balasubramanian S, Kadam S, Jayaprakash D, Ankalkoti B, Nayanar S, et al. En Bloc Resection with Partial Sacrectomy Helps to Achieve R0 Resection in Locally Advanced Rectal Cancer, Experience from a Tertiary Cancer Center. Indian J Surg Oncol. 2019;10(1):141-148.
4. StatPearls Publishing. Coccyx Pain. Continuing Education Activity / Bookshelf ID: NBK563139.

